Almare Gastronomia Gourmet, parliamone.
Scommetto che sai già cosa ti aspetti quando senti la parola “gastronomia”. Vasetti di insalata di riso, qualche pollo arrosto sotto la lampada a infrarossi, il banco frigo con le solite cose. Entri, prendi, esci.
Almare a Fano non funziona così.
Anzi, il punto di partenza è esattamente questo: smettere di pensare a quello che conosci e aprirsi a qualcosa di diverso. Una gastronomia gourmet che ha scelto di portare in tavola — letteralmente — la qualità del ristorante, con prezzi che non ti fanno rimpiangere la scelta.
Il pesce, prima di tutto
Almare lavora con fornitori locali di pesce fresco. Non è un dettaglio secondario — è la base di tutto. Rospo, branzino, polpo, baccalà, salmone: quello che arriva al banco è quello che arrivava in acqua poche ore prima. E si sente.
Ma la differenza non sta solo nella materia prima. Sta in come viene trattata. Qui il pesce viene marinato, mantecato, cotto alla brace — con una cura che di solito si trova solo in cucine dove qualcuno ci ha pensato davvero. Il salmone marinato alla rapa rossa, il baccalà mantecato, il polpo con patate viola e olive taggiasche: sono piatti costruiti, non assemblati.
Tre format, prezzi chiari
Almare ha scelto un approccio semplice e trasparente: tre format che si adattano all’appetito e al momento, validi sia a pranzo che a cena.
13 euro — antipasti scelti da loro. Ti siedi, ti fidano, arriva quello che c’è di meglio quel giorno.
15 euro — antipasti più primo a tua scelta. Ed è qui che entra in scena la mamma dello chef, Rosalba, che prepara la pasta fresca in laboratorio. Gnocchi ripieni di baccalà con sugo di pomodoro: fatti a mano, nel senso vero del termine.
18 euro — il formato completo. Antipasti, primo, secondo, acqua, coperto, pane e focaccia alle alghe. Diciotto euro. A Fano. Con pesce fresco.
È un prezzo abbordabile? Sì. Ma la parola giusta forse è onesto — perché rispecchia esattamente quello che ricevi.
Il pane, la focaccia, i dolci??
Anche qui, niente viene comprato fuori. Il pane lo fanno loro: bianco, ai cereali e uvetta, e quella focaccia alle alghe che da sola vale la visita. Non è un accessorio del pasto — è già parte del racconto.
I dolci sono fatti in casa. Zuppa inglese, sorbetto al basilico e limone. L’unica eccezione è il soufflé, che arriva dall’esterno — e hanno la correttezza di dirtelo.
Ordini al banco, mangi al tavolo
Il meccanismo è quello della gastronomia — ordini al banco — ma poi qualcuno ti porta tutto al tavolo. Stai fermo, aspetti, e arriva il piatto. È un ibrido tra il ristorante e la gastronomia che funziona meglio di quanto sembri sulla carta, perché toglie la formalità senza togliere la cura.
Puoi anche fare asporto, se preferisci mangiare altrove. Ma sarebbe un peccato, almeno la prima volta.
Senza glutine, vegano, vegetariano: Almare riesce ad accontentare tutti. Non come scusa da mettere in piccolo nel menù, ma come scelta concreta. In un posto che lavora principalmente con il pesce e con preparazioni studiate, riuscire a gestire anche queste esigenze senza fare cadere la qualità è una cosa che non va data per scontata.
Non stai andando a pranzo in un posto trendy. Stai andando in una gastronomia di Fano dove qualcuno ha deciso di fare le cose con serietà, senza gonfiare i prezzi e senza scendere a compromessi sulla materia prima.
Il risultato è un posto che ti cambia il metro di paragone. Torni dal tuo solito pranzo veloce e ti chiedi perché non sempre si mangia così.
Dove si trova?
Fano, Viale Adriatico n.120
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