Armida, parliamone.
Se esiste un luogo dove la parola “tradizione” non è solo un’etichetta, ma un profumo che ti accoglie appena scendi dall’auto, quel luogo è Montelupone.
Qui, in Contrada Cervare, c’è un indirizzo che da oltre quarant’anni rappresenta una tappa obbligatoria per chiunque voglia conoscere il lato più autentico e selvaggio della cucina marchigiana: il Ristorante Da Armida.
La mia recente esperienza in questa storica trattoria è stata un viaggio nei sapori forti di una volta, un’immersione in quella che molti definiscono con affetto la cucina “delle Marche vere”.
Un’accoglienza che sa di casa
Arrivare da Armida significa entrare in un ambiente genuino, dove l’atmosfera familiare e il servizio cordiale ti fanno sentire subito l’ospite d’onore. Non aspettatevi fronzoli minimalisti; qui regna la sostanza. Sotto la guida dello chef Germano Meschini, il ristorante porta avanti una storia iniziata nel 1980, premiata nel tempo con riconoscimenti prestigiosi come la “Forchetta d’Oro”.
Il Regno della Cacciagione
Il motivo principale per cui si viene qui è uno solo: la selvaggina. Il menu è un inno alla cacciagione, preparata con tecniche che ne esaltano l’intensità senza mai coprirne l’anima.
Ecco i piatti che hanno reso la mia sosta indimenticabile:
• Le Tagliatelle “Da Armida”: Il piatto firma del locale. Pasta fresca tirata a regola d’arte, condita con un ragù di capriolo e un inebriante profumo di tartufo. Un equilibrio perfetto tra la dolcezza della carne e la spinta terrosa del tartufo.
• La formula creativa dei sughi: Una particolarità divertente è la possibilità di comporre il proprio primo piatto, abbinando diverse tipologie di pasta ai loro sughi storici (cinghiale, lepre, papera).
• Secondi da “morire felici”: Per chi ama i sapori decisi, il cinghiale cotto in creta o lo spezzatino sono un’esperienza mistica. Non mancano però proposte più particolari come il daino al pomodoro, il cervo con funghi e castagne servito nella pagnotta, e persino la tagliata di struzzo.
Non solo carne
Sebbene la selvaggina sia la regina incontrastata, l’antipasto rustico con affettati locali e le mitiche olive all’ascolana fatte in casa aprono la danza in modo eccellente. E per chiudere in dolcezza? La loro Zuppa Inglese è una delle più celebrate della zona: cremosa, abbondante e preparata secondo la ricetta della nonna.
Perché andarci?
Da Armida non è solo un ristorante, è un pezzo di storia di Montelupone (uno dei “Borghi più belli d’Italia”). È il posto ideale per chi ha fame di sapori antichi, per chi cerca porzioni generose e un conto onesto che rispetti la qualità della materia prima.
Dove si trova?
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