Il Girarrosto, parliamone.
Quando penso a Urbino, mi vengono in mente i mattoni caldi delle sue strade, il profilo del Palazzo Ducale e quell’atmosfera sospesa che solo le città d’arte sanno regalare. Ma questa volta il mio viaggio aveva un obiettivo molto più goloso: mangiare al Girarrostro, uno dei locali storici della città, affacciato su Piazza San Francesco, proprio nel cuore del centro storico.
Entrare qui è come fare un salto indietro nel tempo. L’ambiente è semplice, autentico, con quell’aria da trattoria vera che non ha bisogno di effetti speciali. È uno di quei posti dove il profumo arriva prima del menù, e già ti racconta cosa ti aspetta. La cucina è marchigiana, schietta, fatta di piatti che parlano di territorio e tradizione. E infatti il menù è ricco di specialità locali, come confermano anche i clienti abituali: tagliatelle e fagioli, trippa, castrato, pollo alla diavola, verdure gratinate e soprattutto la crescia di Urbino, servita spesso con formaggi e salumi.
La crescia sfogliata è una delle cose che amo di più. È simile alla piadina, ma più ricca, più profumata, con uova e pepe nell’impasto che la rendono irresistibile. È una ricetta antica, nata proprio qui, e il Girarrostro è uno dei ristoranti che la prepara ancora secondo tradizione, come raccontato anche da chi ha avuto la fortuna di vederla fare direttamente nelle loro cucine. Calda, morbida, leggermente croccante ai bordi… è il tipo di cibo che ti fa capire davvero dove ti trovi.
Ma quello che mi ha colpita di più, questa volta, è stata la varietà di paste particolari che propongono. Come i cencioni o i brutti di Urbino, che sono delle tagliatelle ma più grandi, dal sapore particolare, da scoprire.
E poi ci sono i piatti che non ti aspetti, quelli che ti fanno sorridere perché sanno di casa, di domeniche lente, di ricette tramandate. Uno di questi sono i fegatelli in crosta di pane, una preparazione tipica dell’entroterra, che qui servono ancora con orgoglio. È un piatto forte, deciso, che profuma di legna e di tradizione contadina. La crosta di pane racchiude i fegatelli mantenendoli morbidi e succosi, e ogni morso è un tuffo nella cucina marchigiana più autentica.
Già solo questi meritano tutto il viaggio.
Dove si trova?
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