Forno Massicci e Vulpiani, parliamone.
Quando salgo verso Acquaviva Picena, tra curve morbide e colline che sembrano onde, so già che sto andando incontro a qualcosa di buono. È un borgo che profuma di storia, di pietra antica e di forno caldo. E proprio lungo la strada principale, poco prima di arrivare al centro medievale, c’è un luogo che ormai considero una tappa obbligata: il Forno Massicci e Vulpiani, una piccola istituzione del paese, conosciuta e amata da generazioni.
La prima volta che ci sono entrata, sono stata accolta da un profumo che non dimenticherò facilmente: pane appena sfornato, torte casalinghe e quel sentore zuccherino che ti fa capire subito che qui i dolci non sono un dettaglio, ma una tradizione. Le recensioni parlano di un forno storico, gestito oggi dalla nuova generazione della stessa famiglia che lo ha avviato molti anni fa, e si sente davvero questa continuità nelle mani e nei gesti di chi lavora dietro al bancone.
Tra tutte le specialità, ce n’è una che mi ha conquistata più di tutte: le pesche dolci di Acquaviva Picena. Qui le chiamano semplicemente “le pesche”, e chi le ha assaggiate sa che non serve aggiungere altro. Sono morbide, profumate, imbevute al punto giusto, farcite con crema o cioccolato, e ricoperte di zucchero che scricchiola leggermente sotto i denti. Una meraviglia.
Le pesche dolci sono un simbolo del territorio, un dolce che racconta le feste di paese, le domeniche in famiglia, le ricette tramandate. E al Forno Massicci e Vulpiani hanno saputo mantenerne l’anima autentica: non sono dolci modernizzati o alleggeriti, ma pesche vere, come quelle che si preparavano una volta, con pazienza e ingredienti semplici. Uscendo borgo si apre davanti a me, silenzioso e bellissimo, e penso che certi sapori non sono solo dolci: sono un modo per ricordarci chi siamo e da dove veniamo.
Dove si trova?
No responses yet